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illustratore Maurizia Rubino
formato

Brossura con alette, 14,8x21,5 cm, illustrazioni a colori

età 7+
pagine

112

prezzo

€ 9.9

ISBN

9788836140053

Quel puzzone del mio mostro

UN GIORNO LEO SI RITROVA ADDOSSO UN MOSTRO BAVOSO E PUZZOLENTE CHE VEDE SOLO LUI. CHI È QUEL MOSTRICIATTOLO COMBINAGUAI, E SOPRATTUTTO COME PUÒ LIBERARSENE?

Anche se non lo sanno, tutti i bambini hanno un mostro accanto, una specie di mascotte ingombrante e combinaguai. Leo è l’unico a vederli e suo malgrado è costretto a farci i conti.
Un po’ alla volta scopre che i mostri non sono altro che la personificazione delle paure dei bambini e capisce che forse ci si può convivere, basta familiarizzarci un po’… A meno che le paure non si ingigantiscano. In quei casi anche i mostri crescono e diventano pericolosi.
Per sconfiggerli, Leo dovrà impiegare tutto il suo coraggio e la sua immaginazione in una vera e propria battaglia di fantasia.

In libreria dal 28 gennaio 2021

 

 

LO HA LETTO PER NOI… ALESSANDRO Q. FERRARI (autore di “Le ragazze non hanno paura”, Deagostini)

Non potete capire. Voi dovete leggere questa storia. È una di quelle storie che quando l’hai finita ti viene da chiamare la tua migliore amica, o il tuo migliore amico, e dirgli “Adesso ti fermi e te la leggi così poi ne parliamo.” Una di quelle che fotografi le frasi e i disegni, ma li avete visti i disegni?, e li mandi a tutti. Questa storia è così. 
Intanto parla di ragazzi e ragazze reali, non quei supereroi impossibili e perfetti che si trovano in giro. Leo che fa apposta a far ridere, Ren che è il primo della classe, Ollie che esce di casa dalla finestra perché tanto abita al piano terra. Ma non è solo questo. Parla di mostri reali. Lo so, “mostri reali” sembra una definizione impossibile, una contraddizione, e invece no. I mostri di questa storia, le paure che prendono il nome di Caccola, Frou Frou e Ombra, sono proprio reali. Io li ho incontrati tante volte. E quando Eleonora li ha descritti e Maurizia li ha disegnati, ho urlato “lo sapevo!”. Lo sapevo che esistevano, era ovvio che qualcun altro, oltre a me, doveva averli visti. 
E vi dico questo. Più leggevo di Leo, Ren e Ollie più mi sentivo il quarto del gruppo, con appresso il mio mostro personale. Perché tutti ne hanno uno, secondo me, una paura grossa così. E come si fa a gestirla? A tenerla a bada? A impedire che diventi un megamostro? La risposta c’è. Nelle parole così perfette e gustose di Eleonora e nei mondi pazzeschi, unici, che Maurizia crea. È proprio qui dentro, in questa avventura. Nella scena al museo, ma quanto è bella?, nei momenti comici e in quelli d’azione. E insomma, se continuo ve la racconto tutta perché ho proprio voglia di parlarne. Ve l’ho detto, è una di quelle storie così. Che ti fanno raccontare il tuo mostro e scoprire quello degli altri. Perciò sbrigatevi a leggerla.

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