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scritto da Eleonora C. Caruso
illustrato da Maurizia Rubino
formato

Brossura con alette, 14,8x21,5 cm, illustrazioni a colori

età 7+
pagine

112

prezzo

€ 9.9

ISBN

9788836140053

CollanaMostro Mio

Quel puzzone del mio mostro

UN GIORNO LEO SI RITROVA ADDOSSO UN MOSTRO BAVOSO E PUZZOLENTE CHE VEDE SOLO LUI. CHI È QUEL MOSTRICIATTOLO COMBINAGUAI, E SOPRATTUTTO COME PUÒ LIBERARSENE?

Anche se non lo sanno, tutti i bambini hanno un mostro accanto, una specie di mascotte ingombrante e combinaguai. Leo è l’unico a vederli e suo malgrado è costretto a farci i conti.
Un po’ alla volta scopre che i mostri non sono altro che la personificazione delle paure dei bambini e capisce che forse ci si può convivere, basta familiarizzarci un po’… A meno che le paure non si ingigantiscano. In quei casi anche i mostri crescono e diventano pericolosi.
Per sconfiggerli, Leo dovrà impiegare tutto il suo coraggio e la sua immaginazione in una vera e propria battaglia di fantasia.

LO HA LETTO PER NOI… ALESSANDRO Q. FERRARI (autore di “Le ragazze non hanno paura”, Deagostini)

Non potete capire. Voi dovete leggere questa storia. È una di quelle storie che quando l’hai finita ti viene da chiamare la tua migliore amica, o il tuo migliore amico, e dirgli “Adesso ti fermi e te la leggi così poi ne parliamo.” Una di quelle che fotografi le frasi e i disegni, ma li avete visti i disegni?, e li mandi a tutti. Questa storia è così. 
Intanto parla di ragazzi e ragazze reali, non quei supereroi impossibili e perfetti che si trovano in giro. Leo che fa apposta a far ridere, Ren che è il primo della classe, Ollie che esce di casa dalla finestra perché tanto abita al piano terra. Ma non è solo questo. Parla di mostri reali. Lo so, “mostri reali” sembra una definizione impossibile, una contraddizione, e invece no. I mostri di questa storia, le paure che prendono il nome di Caccola, Frou Frou e Ombra, sono proprio reali. Io li ho incontrati tante volte. E quando Eleonora li ha descritti e Maurizia li ha disegnati, ho urlato “lo sapevo!”. Lo sapevo che esistevano, era ovvio che qualcun altro, oltre a me, doveva averli visti. 
E vi dico questo. Più leggevo di Leo, Ren e Ollie più mi sentivo il quarto del gruppo, con appresso il mio mostro personale. Perché tutti ne hanno uno, secondo me, una paura grossa così. E come si fa a gestirla? A tenerla a bada? A impedire che diventi un megamostro? La risposta c’è. Nelle parole così perfette e gustose di Eleonora e nei mondi pazzeschi, unici, che Maurizia crea. È proprio qui dentro, in questa avventura. Nella scena al museo, ma quanto è bella?, nei momenti comici e in quelli d’azione. E insomma, se continuo ve la racconto tutta perché ho proprio voglia di parlarne. Ve l’ho detto, è una di quelle storie così. Che ti fanno raccontare il tuo mostro e scoprire quello degli altri. Perciò sbrigatevi a leggerla.

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